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Tutti giù per terra

Francesco Simeti

20.05.2026 | 24.07.2026

Francesca Minini

Courtesy Francesca Minini

La mostra Tutti giù per terra di Francesco Simeti presenta un percorso che intreccia memoria personale, cultura popolare e riflessioni sul rapporto tra uomo e paesaggio, facendo emergere una dimensione autobiografica della sua ricerca. Le opere sembrano originare da ricordi legati all’infanzia e alla formazione visiva dell’artista nella campagna siciliana, dove materiali di recupero, frammenti metallici e pietre scolpite venivano assemblati in oggetti ibridi, a metà tra strumenti agricoli e presenze scultoree.


Questa ambiguità attraversa l’intero progetto: le sculture oscillano tra macchina e creatura, tra relitto industriale e figura antropomorfa, evocando un immaginario che spazia dalla scultura del Novecento alla cultura pop, dai giocattoli artigianali alle narrazioni fiabesche. Riferimenti alla cultura infantile e a un’ecologia immaginativa contribuiscono a costruire un universo in cui la natura appare viva, fragile e profondamente connessa alla dimensione affettiva.


Un ruolo centrale è affidato ai materiali, spesso legati alla biografia dell’artista e ai luoghi del lavoro: legni e elementi provenienti da contesti produttivi diventano parte di un processo che mantiene visibile la sua costruzione, restituendo alle opere una qualità provvisoria e “assemblata”. Disegni, acquerelli e pitture su gesso accompagnano questo percorso come momenti di passaggio, in cui le immagini si formano per stratificazione prima di diventare scultura o installazione.


L’ambiente sonoro amplifica questa tensione tra naturale e artificiale, mescolando rumori di macchine forestali e suoni di insetti, fino a renderli indistinguibili. La mostra, sviluppata a partire da una ricerca sulle tecnologie di estrazione delle risorse naturali, mette in scena macchine che assumono valenze quasi corporee, sospese tra gesto di cura e atto di distruzione.


Nel complesso, il progetto costruisce un paesaggio emotivo e ambiguo, in cui ecologia, memoria e immaginazione si intrecciano. La violenza del mondo produttivo convive con il tentativo di immaginare nuove forme di relazione tra umano e natura, attraverso immagini che non illustrano la crisi ma la trasformano in esperienza sensibile.

Orario

Martedì - Sabato: 11:00 - 19:00

Indirizzo

Via Privata Massimiano 25, 20134 Milano

Vernissage

20.05.2026

Biglietti

Ingresso libero

Curatore

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Ufficio Stampa

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