Quando la fotografia cambia forma: il focus su Beyond Photography - Dialogue alla MIA Photo Fair 2026
- Editorial Staff

- 21 mar
- Tempo di lettura: 3 min
Alla MIA Photo Fair BNP Paribas, la sezione Beyond Photography - Dialogue esplora le contaminazioni tra fotografia e altri linguaggi artistici. Un percorso che mette in relazione tecnologia, materia e percezione, aprendo nuove letture dell’immagine contemporanea.

All’interno della MIA Photo Fair BNP Paribas, Beyond Photography - Dialogue si distingue come uno spazio dedicato alla sperimentazione e al confronto tra discipline. Curata da Domenico de Chirico e giunta alla sua settima edizione, la sezione propone un itinerario in cui la fotografia si libera dai propri confini tradizionali per entrare in relazione con installazioni, scultura, video e performance.
Il visitatore si trova così immerso in un percorso in cui l’immagine non è più soltanto superficie da osservare, ma diventa ambiente, esperienza, narrazione. Le opere presenti riflettono sulle trasformazioni del linguaggio visivo contemporaneo, mettendo in discussione il rapporto tra reale e digitale, tra presenza fisica e dimensione immateriale.
Tecnologia, memoria iconografica e ricerca estetica si intrecciano dando vita a progetti che invitano a rallentare lo sguardo e a interrogarsi sulle modalità con cui oggi percepiamo e interpretiamo le immagini.
Fotografia oltre il confine dell’immagine
La sezione Beyond Photography - Dialogue si configura come un laboratorio visivo in cui l’immagine si espande nello spazio e nel tempo. Pittura, scultura, intelligenza artificiale e linguaggi immersivi diventano strumenti per ridefinire il ruolo della fotografia nella contemporaneità.
Tra gli espositori presenti, alcune gallerie propongono progetti particolarmente significativi per comprendere le direzioni della ricerca artistica attuale.
Progetti da osservare da vicino
La galleria milanese Andrea Zardin presenta un solo show dedicato all'artista Andrea Crespi, intitolato Metamorphosis of Beauty. Il progetto indaga la trasformazione dell’idea di bellezza nell’epoca tecnologica, mettendo in dialogo archetipi classici e linguaggi digitali.
Fulcro dello stand è Butterfly Effect, un’opera olografica sviluppata in collaborazione con la startup italiana TRIA: un’immagine luminosa e fragile che riflette sul carattere effimero della percezione visiva. La figura della farfalla diventa simbolo di passaggio e trasformazione, mentre nelle sue ali emerge la Venere, archetipo che attraversa l’immaginario dell’artista rinnovandosi nel linguaggio digitale. Accanto all’installazione, la serie EX HUMAN propone ritratti iperrealistici di androidi e robot umanoidi ispirati alla scultura neoclassica, interrogando lo spettatore sul rapporto tra identità, empatia e futuro dell’umano.

Allo stand della galleria NM Contemporary di Monaco, il dialogo tra natura, tecnologia e immagine prende forma attraverso le ricerche di Antonio Barbieri, Matteo Basilé e Vincenzo Marsiglia. I tre artisti costruiscono visioni ibride in cui strumenti tecnologici avanzati diventano mezzi per interrogare la percezione del reale.
Tra le opere presentate, Auryn. Filogenesi di una Chimera di Barbieri combina fotografia, scultura e stampa 3D per evocare un organismo simbolico nato dalla fusione di specie diverse. Il video generativo Theatrum Naturae di Basilé propone invece un racconto visionario in cui umano e paesaggio si trasformano reciprocamente, mentre Marsiglia utilizza il visore Hololens per mappare ambienti naturali iconici, offrendo una riflessione sulla relazione tra tecnologia e esperienza sensoriale (Map Star The World Nature).


Uno sguardo storico sulla ricerca fotografica è proposto da ABC-ARTE, che presenta una selezione di opere vintage di Jorrit Tornquist realizzate tra gli anni Settanta e Ottanta. Figura centrale negli studi europei sul colore, Tornquist utilizza la fotografia come strumento di indagine sulla luce e sulle variazioni cromatiche nello spazio, spesso intervenendo manualmente sull’immagine. Il progetto mette in evidenza come la fotografia possa diventare dispositivo teorico oltre che mezzo espressivo.

Questi sono solo alcuni dei percorsi presenti nella sezione, che riunisce gallerie italiane e internazionali accomunate dalla volontà di esplorare nuovi territori visivi e narrativi.
Informazioni utili per la visita
Luogo: Superstudio Più (via Tortona 27, Milano)
Date: 19 - 22 marzo 2026
Orari: Giovedì e venerdì 11:00 - 21:00 | Sabato e domenica 11:00 - 20:00
Biglietti: acquista qui il tuo biglietto



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