Lambrate Art Night #45: una sera tra opening, pittura e visioni contemporanee nel distretto milanese
- Editorial Staff

- 8 apr
- Tempo di lettura: 5 min
Giovedì 9 aprile torna la Lambrate Art Night: gallerie e studi aperti tra opening, mostre in corso e visite guidate, in un percorso diffuso che attraversa il quartiere e mette in dialogo pratiche e linguaggi dell’arte contemporanea.

Non è solo una serata di opening, né una semplice apertura collettiva di gallerie. La Lambrate Art Night funziona piuttosto come una mappa temporanea: per alcune ore, tra via Massimiano, via Ventura e le strade limitrofe, il quartiere si trasforma in un sistema aperto di mostre, studi e progetti in dialogo.
Dalle 18 alle 21, il pubblico è invitato a muoversi liberamente tra spazi diversi, attraversando pratiche e linguaggi che spaziano dalla pittura alla performance, dall’installazione al disegno, fino alla sperimentazione tecnologica. Alcune mostre inaugurano proprio durante la serata, altre sono già in corso ma trovano nell’Art Night un momento di riattivazione attraverso la presenza degli artisti, i tour guidati e i momenti di approfondimento.
È in questa sovrapposizione tra apertura e continuità che si costruisce il ritmo della serata: una sequenza di attraversamenti in cui il quartiere diventa un unico spazio espositivo diffuso.
Via Massimiano e dintorni: il nucleo della serata
Il cuore della Lambrate Art Night si concentra tra via Massimiano 25/27 e le immediate vicinanze, dove le gallerie costruiscono un percorso compatto ma stratificato.
Da Francesca Minini, la mostra Ostinato di Roberto de Pinto, aperta fino al 9 maggio, rappresenta uno dei punti centrali del percorso. Durante la serata è previsto un tour guidato con l’artista alle 19:30, che permette di entrare direttamente nel processo di costruzione delle opere.

La ricerca di de Pinto ruota attorno a una figura ricorrente, un alter ego che attraversa la sua produzione e ne definisce la continuità. Nei lavori più recenti questa presenza si intensifica: le superfici pittoriche si stratificano, l’olio si combina con l’encausto e i corpi emergono da fondi scuri con una teatralità sospesa. L’ironia delle opere precedenti lascia spazio a una tensione più ambigua, dove distanza e sensualità convivono in equilibrio instabile. Accanto ai dipinti, i collage derivati da una performance recente introducono una dimensione ulteriore, costruendo un lessico visivo fatto di frammenti, citazioni e ricomposizioni identitarie.
Poco distante, Prometeo Gallery inaugura Saracinesche di Giuseppe Stampone, con testo critico di Ilaria Bernardi. Il progetto nasce da un gesto semplice e radicale: la saracinesca come immagine di chiusura e soglia. Stampone la sovrappone a capolavori della storia dell’arte, realizzati con minuzia a penna Bic, da Piero della Francesca a Beato Angelico, da Van Eyck ad Antonello da Messina. Le immagini non vengono cancellate, ma rese parzialmente inaccessibili, generando una tensione costante tra visibilità e interdizione. Il lavoro riflette così sul nostro rapporto con lo sguardo e con la memoria visiva, interrogando ciò che resta quando l’immagine viene ostacolata.
Alla Boccanera Gallery la serata coincide con l’opening di In Daylight, Fireworks Bloom, personale di Yirui Fang. La pittura di Fang nasce dall’incontro tra tradizione occidentale e cultura visiva cinese, rielaborando iconografie religiose e mitologiche in composizioni dense e luminose. La luce non è più elemento simbolico trascendente, ma energia che attraversa l’immagine e ne modifica la struttura. Le superfici materiche e i riferimenti alla calligrafia costruiscono un linguaggio pittorico immersivo, sospeso tra intensità emotiva e costruzione formale.

Chiude questo primo nucleo Matteo Mauro Studio, con il progetto Interferences di Daniel Pontoriero. Lo spazio si configura più come laboratorio di ricerca che come galleria tradizionale, in continuità con la pratica di Mauro legata all’incisione contemporanea e alle tecnologie computazionali. Il progetto si inserisce in una dimensione sperimentale, dove il dialogo tra pratiche digitali e processi manuali definisce un campo aperto di esplorazione.
Nel quartiere: espansioni e nuovi percorsi
Allontanandosi dal nucleo principale, la serata si apre verso altri spazi che contribuiscono a ridefinire la geografia della Lambrate Art Night.
In via Ponte di Legno 9, ArtNoble Gallery inaugura Un secreto se apaga entre mis manos di Amparo Viau, a cura di Benedetta Casini. Il progetto si sviluppa come una grande installazione ambientale: un unico disegno lungo circa quaranta metri attraversa lo spazio espositivo, trasformando la superficie in esperienza.

Corpi intrecciati, frammenti narrativi e immagini sospese costruiscono una struttura visiva complessa, in cui il disegno dialoga con riferimenti performativi e cinematografici. Il percorso si articola in tre momenti, tensione, transizione ed espansione, senza mai chiudersi in una narrazione lineare. Il gesso, materiale fragile e instabile, rende evidente la natura temporale dell’opera, che si costruisce come traccia e non come forma definitiva.
In via degli Orombelli 15, Candy Snake Gallery presenta The Peacock, mostra personale di Israel Larios, a cura di Arianna Baldoni, inaugurata il 18 marzo e visitabile fino all’11 aprile.
Il progetto indaga la costruzione dell’immagine come dispositivo simbolico e narrativo, in cui identità e rappresentazione si intrecciano in modo stratificato. Le opere di Larios costruiscono un linguaggio denso e allusivo, in cui il visibile non è mai completamente immediato, ma richiede uno sguardo che si muove tra livelli differenti di lettura.

Il titolo The Peacock introduce una dimensione ambivalente: l’immagine come esposizione e, allo stesso tempo, come maschera. In questo equilibrio instabile, le opere oscillano tra apparizione e sottrazione, costruendo un sistema visivo che si fonda sulla tensione tra superficie e profondità. La curatela di Arianna Baldoni accompagna il percorso espositivo, rafforzandone la struttura e orientando la lettura delle opere come parte di un insieme coerente e relazionale.
Infine, in via Gozzano 4, Banquet Gallery presenta Echoes, mostra bipersonale di LaMar Robillard e Justin Randolph Thompson, a cura di Jermay Michael Gabriel.
Il progetto costruisce uno spazio di risonanza tra pratiche diverse, in cui le opere non si limitano a convivere ma si trasformano reciprocamente. Il lavoro di Thompson affronta la rappresentazione delle figure femminili africane nel canone operistico europeo, mettendo in luce dinamiche di esotizzazione e costruzione dell’immaginario. Attraverso sculture tessili, suono e pittura, emerge una riflessione sulla persistenza delle immagini e sulla loro capacità di veicolare sistemi di potere.
In parallelo, il lavoro di Robillard introduce una dimensione più percettiva e psicologica, legata alla memoria e alla ridefinizione dei confini identitari. Le opere costruiscono un campo aperto, in cui significati e letture si modificano attraverso la relazione.


Una geografia temporanea dell’arte
Durante la Lambrate Art Night, le mostre non si susseguono semplicemente: si contaminano.
Il passaggio da uno spazio all’altro costruisce una narrazione frammentata ma coerente, fatta di ritorni, interruzioni e trasformazioni. Per una sera, Lambrate diventa un dispositivo aperto: un modo di pensare l’arte non come insieme di episodi isolati, ma come esperienza condivisa, diffusa e in movimento.
Informazioni utili alla visita
Lambrate Art Night #45
Location: Milano - quartiere Lambrate
Quando: Giovedì 9 aprile 2026 - dalle 18:00 alle 21:00
Biglietti: prenota qui il tuo posto




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