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Quando il design incontra l’arte: tre collaborazioni da non perdere alla Milano Design Week 2026

Aggiornamento: 23 apr

Tra installazioni immersive, progetti site-specific e riletture visive di identità storiche, sempre più brand scelgono di collaborare con artisti contemporanei per trasformare la Design Week in uno spazio di sperimentazione culturale, dove prodotto, immaginario e narrazione si fondono.


Buccellati x Luke Edward Hall, Milano Design Week 2026, Banquet preview. Courtesy Balich Wonder Studio.
Buccellati x Luke Edward Hall, Milano Design Week 2026, Banquet preview. Courtesy Balich Wonder Studio.

Durante la Milano Design Week 2026, uno dei fenomeni più interessanti non riguarda solo il design in senso stretto, ma il dialogo sempre più stretto tra brand e artisti contemporanei. Non semplici operazioni decorative, ma veri e propri progetti autoriali, in cui linguaggi diversi si contaminano dando vita a esperienze immersive, concettuali e visivamente potenti.


Tra le molte proposte di quest’anno, tre collaborazioni spiccano per coerenza, qualità e capacità di raccontare qualcosa di più ampio del prodotto.


Buccellati x Luke Edward Hall


Negli spazi adiacenti alla sede milanese di Buccellati, prende vita Aquae Mirabiles, un’installazione immersiva curata da Federica Sala, progettata da Balich Wonder Studio e costruita attorno all’immaginario dell’artista britannico Luke Edward Hall.


Il progetto nasce per celebrare la collezione Caviar, uno dei codici formali più riconoscibili della maison, ma si sviluppa ben oltre la dimensione del prodotto, trasformandosi in un racconto visivo articolato e profondamente evocativo.


Buccellati x Luke Edward Hall, Milano Design Week 2026, Installation views. Courtesy Buccellati, Balich Wonder Studio e l'artista. Ph Giulio Ghirardi.
Buccellati x Luke Edward Hall, Milano Design Week 2026, Installation views. Courtesy Buccellati, Balich Wonder Studio e l'artista. Ph Giulio Ghirardi.

L’installazione si presenta come un vero e proprio ninfeo contemporaneo: uno spazio che, già dall’esterno, richiama un teatro delle acque popolato da figure mitologiche: Nettuno, naiadi, sirene, reinterpretate attraverso il tratto pittorico e leggero di Hall. Questo primo livello introduce il visitatore in una dimensione sospesa tra storia, mito e fantasia, preparando all’immersione vera e propria.


All’interno, il percorso si costruisce come una discesa simbolica nelle profondità marine. La prima sala è dedicata agli abissi: qui superfici, riflessi e materiali evocano un ambiente liquido e rarefatto, in cui emergono storioni d’argento e oggetti della collezione, trasformati in presenze luminose. Non si tratta di una semplice esposizione, ma di una costruzione atmosferica, dove luce e materia dialogano per creare una sensazione di sospensione e silenzio.


Buccellati x Luke Edward Hall, Milano Design Week 2026, Installation views. Courtesy Buccellati, Balich Wonder Studio e l'artista. Ph Giulio Ghirardi.
Buccellati x Luke Edward Hall, Milano Design Week 2026, Installation views. Courtesy Buccellati, Balich Wonder Studio e l'artista. Ph Giulio Ghirardi.

Il cuore del progetto è il secondo ambiente, concepito come un grande banchetto sommerso. Una tavola sinuosa, modellata come un’onda, accoglie l’intera collezione Caviar, inserendola in un paesaggio immaginario fatto di correnti, bagliori e profondità cromatiche. Qui il lavoro di Hall diventa pienamente narrativo: le pareti si animano di figure e scene che attraversano epoche diverse, dall’antica Roma al Rinascimento, fino a leggende milanesi come il banchetto ideato da Leonardo da Vinci per Ludovico il Moro. Quello che emerge è un racconto stratificato, in cui la tradizione artigianale di Buccellati, con il suo iconico motivo a microsfere, viene riletta come elemento capace di attraversare il tempo, trasformandosi da dettaglio tecnico a linguaggio simbolico.


Buccellati x Luke Edward Hall, Milano Design Week 2026, artist's drafts. Courtesy Buccellati, Balich Wonder Studio e l'artista.
Buccellati x Luke Edward Hall, Milano Design Week 2026, artist's drafts. Courtesy Buccellati, Balich Wonder Studio e l'artista.

Aquae Mirabiles è, in questo senso, molto più di un’installazione: è una costruzione narrativa complessa, in cui il brand diventa materia culturale e l’esperienza si configura come un viaggio tra estetica, storia e immaginazione.


Frédéric Malle x Pietro Terzini


Nel cuore di Milano, la boutique di Editions de Parfums Frédéric Malle si trasforma in uno spazio immersivo grazie all’intervento di Pietro Terzini, dando vita a un progetto che mette in dialogo linguaggio visivo e memoria olfattiva.


Editions de Parfums Frédéric Malle x Pietro Terzini, Milano Design Week 2026, Installation view. Courtesy Editions de Parfums Frédéric Malle e l'artista.
Editions de Parfums Frédéric Malle x Pietro Terzini, Milano Design Week 2026, Installation view. Courtesy Editions de Parfums Frédéric Malle e l'artista.

Tutto nasce da una domanda: che profumo ha ciò che non si dimentica? Una riflessione che si traduce nella reinterpretazione di cinque fragranze iconiche della maison, Portrait of a LadyCarnal FlowerMusc RavageurPromise e Contre-Jour, attraverso altrettanti visual concepiti da Terzini.


L’artista, noto per il suo uso diretto e spesso ironico del linguaggio, costruisce un sistema visivo in cui le parole diventano immagini e le immagini dichiarazioni. Il suo intervento non si limita a un’operazione estetica, ma agisce sulla percezione stessa del profumo, traducendo qualcosa di immateriale in segni visivi immediati e riconoscibili.


La boutique diventa così un ambiente immersivo dominato da una palette intensa: rossi profondi, rose, superfici riflettenti, in cui ogni elemento contribuisce a costruire un’esperienza sinestetica. Il visitatore non si limita a osservare o annusare, ma entra in uno spazio in cui i sensi si sovrappongono e si contaminano.


Editions de Parfums Frédéric Malle x Pietro Terzini, Milano Design Week 2026, Installation views. Courtesy Editions de Parfums Frédéric Malle e l'artista.
Editions de Parfums Frédéric Malle x Pietro Terzini, Milano Design Week 2026, Installation views. Courtesy Editions de Parfums Frédéric Malle e l'artista.

Il progetto si estende anche al prodotto: le fragranze vengono presentate in una limited edition con packaging ridisegnato dall’artista, accompagnate da oggetti e attivazioni pensate per amplificare l’esperienza, come tote bag e stampe firmate distribuite durante gli incontri in boutique.


In questo caso, la collaborazione funziona perché mette in tensione due linguaggi apparentemente distanti: la profumeria d’autore e l’arte testuale contemporanea, trovando un punto di contatto nella dimensione della memoria. Il profumo, come le parole di Terzini, diventa un dispositivo che resta, che si imprime, che costruisce identità.


Intimissimi x Andrea Crespi


In via Montenapoleone, la boutique di Intimissimi si trasforma completamente grazie a Beauty Begins Inside, installazione site-specific firmata da Andrea Crespi e curata da Sandie Zanini.


Intimissimi x Andrea Crespi, Milano Design Week 2026, Installation views. Courtesy Intimissimi e l'artista.
Intimissimi x Andrea Crespi, Milano Design Week 2026, Installation views. Courtesy Intimissimi e l'artista.

Il progetto prende forma a partire da una reinterpretazione della Venere Italica di Canova, proposta in scala reale ma completamente trasformata dal linguaggio dell’artista. Crespi costruisce la figura attraverso una linea continua che non si chiude mai: un segno che scorre lungo il corpo senza toccarsi, suggerendo la forma più che definirla, lasciando spazio al vuoto, all’assenza, alla percezione.


La scelta del materiale è centrale: la scultura è realizzata in sabbia, una materia fragile, instabile, che introduce una riflessione sul tempo, sull’impermanenza e sulla trasformazione. In questo modo, la Venere perde la sua dimensione classica e monumentale per diventare qualcosa di vivo, esposto al cambiamento, vicino alla condizione contemporanea.


L’intervento non si limita alla scultura centrale, ma coinvolge l’intero spazio della boutique. Le vetrine diventano estensioni dell’opera, con superfici sabbiose e specchi che riflettono e moltiplicano l’immagine, creando un dialogo continuo tra interno ed esterno, tra osservatore e oggetto.


Intimissimi x Andrea Crespi, Milano Design Week 2026, Head of Aphrodite (2025). Courtesy Intimissimi e l'artista.
Intimissimi x Andrea Crespi, Milano Design Week 2026, Head of Aphrodite (2025). Courtesy Intimissimi e l'artista.

All’interno, il gioco di riflessi amplifica la percezione della forma, trasformando la visita in un percorso immersivo in cui il corpo, reale o rappresentato, diventa il centro dell’esperienza.


Il progetto si inserisce perfettamente nella visione del brand, ma evita ogni lettura didascalica: la femminilità non è rappresentata come immagine ideale, ma come processo, come relazione tra presenza e percezione, tra forza e vulnerabilità.


Oltre il prodotto: quando il brand diventa narrazione


Queste tre collaborazioni mostrano con chiarezza una direzione sempre più centrale nella Design Week: quella in cui i brand non si limitano a presentare prodotti, ma scelgono di affidarsi agli artisti per costruire narrazioni, visioni e immaginari.


È proprio in questo spazio ibrido, tra arte, design e comunicazione, che oggi nascono alcuni dei progetti più interessanti della scena contemporanea milanese.

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