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Da Clima, Kenji Ide e Nicola Martini trasformano la galleria in un paesaggio di tracce, memoria e presenze sospese

Con un intervento immersivo che riscrive completamente gli spazi della galleria, Nicola Martini e Kenji Ide costruiscono da Clima una mostra fatta di stratificazioni, incontri, assenze e narrazioni urbane sospese nel tempo.


Kenji Ide / Nicola Martini, Exhibition view a Clima, Milano. Ph Flavio Pescatori, courtesy gli artisti e Clima, Milano.
Kenji Ide / Nicola Martini, Exhibition view a Clima, Milano. Ph Flavio Pescatori, courtesy gli artisti e Clima, Milano.

Negli spazi di Clima, la mostra di Nicola Martini e Kenji Ide non si limita a mettere in dialogo due pratiche artistiche differenti: trasforma completamente la percezione stessa della galleria.


Entrando nello spazio, la sensazione è quella di trovarsi all’interno di un ambiente che conserva memoria. Le pareti sembrano respirare, trattenere tracce, riaffiorare lentamente sotto la superficie. L’intervento di Martini agisce infatti direttamente sull’architettura attraverso Sippe, progetto che l’artista porta avanti dal 2013 e che qui assume una nuova configurazione immersiva e quasi organica.


Applicando sulle pareti un catrame fotosensibile, Martini converte la galleria in una sorta di enorme negativo fotografico. Quello che normalmente rimane nascosto, vecchi segni di allestimento, stratificazioni di intonaco, cicatrici lasciate dalle mostre precedenti, torna improvvisamente visibile.


La superficie nera e viva delle pareti non funziona soltanto come sfondo espositivo, ma come corpo attivo della mostra. Lo spazio perde la propria neutralità e diventa materia narrativa, archivio emotivo, accumulo di tempo.


Sippe e la memoria come esperienza collettiva


Nel lavoro di Martini, Sippe non è soltanto un’installazione, ma un processo in continua evoluzione. Negli anni il progetto si è sviluppato anche attraverso una serie di incontri privati organizzati dall’artista: assemblee silenziose e non documentate, costruite attorno a un monolite composto da gesso, cera e catrame fotosensibile.


Nicola Martini, Sippe (Alessandro, Jacopo), 2026 Cera microcristallina, bitume, gesso, 35 x 106 x 106 cm.  Ph Flavio Pescatori, courtesy gli artisti e Clima, Milano.
Nicola Martini, Sippe (Alessandro, Jacopo), 2026 Cera microcristallina, bitume, gesso, 35 x 106 x 106 cm.  Ph Flavio Pescatori, courtesy gli artisti e Clima, Milano.

Persone provenienti da discipline e mondi differenti si riuniscono in cerchio attorno a questa presenza scultorea lasciando come unica traccia incisioni, parole e segni direttamente sulla materia. Nessuna fotografia, nessun archivio digitale, nessuna registrazione.


Questa dimensione rituale e relazionale si riflette anche nella mostra da Clima, dove il monolite appare come un oggetto enigmatico e quasi archeologico, capace di assorbire pensieri, presenze e stratificazioni invisibili.


L’intervento di Martini lavora così sul concetto di permanenza e sparizione, sulla possibilità che uno spazio custodisca il passaggio umano anche quando i corpi non ci sono più.


Le sculture di Kenji Ide come frammenti di una città invisibile


All’interno di questa architettura oscura e sensibile si inseriscono le opere di Kenji Ide.


Le sue piccole sculture in legno dipinto, spesso realizzate incorporando materiali raccolti durante le sue camminate, sembrano apparizioni disseminate nello spazio. Non occupano la galleria in modo monumentale, ma emergono quasi accidentalmente: oggetti minimi, figure sospese, dettagli che sembrano appartenere a storie già accadute o ancora in attesa di compiersi.


Left: Kenji Ide, Leaning into a dream, 2026 Legno, acquerello, vernice acrilica, arenaria, 33 x 15 x 14 cm | Right: Kenji Ide, Out to find a distant promise, 2026 Legno, acquerello, vernice acrilica, spray acrilico, 25 x 10 x 13 cm. Ph Flavio Pescatori, courtesy gli artisti e Clima, Milano.
Left: Kenji Ide, Leaning into a dream, 2026 Legno, acquerello, vernice acrilica, arenaria, 33 x 15 x 14 cm | Right: Kenji Ide, Out to find a distant promise, 2026 Legno, acquerello, vernice acrilica, spray acrilico, 25 x 10 x 13 cm. Ph Flavio Pescatori, courtesy gli artisti e Clima, Milano.

Per Ide il camminare è parte integrante del processo creativo. Le opere nascono durante il movimento, nel tempo lento dell’osservazione e dell’attraversamento urbano. È per questo che le sue sculture conservano sempre una dimensione narrativa aperta: sembrano relitti poetici raccolti lungo una strada, elementi di una scena di cui il visitatore percepisce soltanto un frammento.


Inserite all’interno dello spazio trasformato da Martini, le opere di Ide assumono una nuova intensità. Le pareti annerite della galleria ricordano vicoli, superfici consumate, retrovie urbane; le sculture sembrano invece presenze lasciate ai margini di una città invisibile, tracce silenziose di passaggi umani.


Una mostra che lavora sull’assenza


La forza del progetto nasce proprio da questa tensione continua tra presenza e assenza.


Da un lato ci sono le pareti di Martini, che riportano alla luce ciò che normalmente viene coperto e cancellato; dall’altro le sculture di Ide, che suggeriscono azioni, movimenti e incontri senza mai mostrarli apertamente. Tutto nella mostra sembra parlare di ciò che resta: impronte, residui, memorie, segni minimi.


Nicola Martini, Sippe (Alessandro, Jacopo), 2026 Cera microcristallina, bitume, gesso, 35 x 106 x 106 cm.  Ph Flavio Pescatori, courtesy gli artisti e Clima, Milano.
Nicola Martini, Sippe (Alessandro, Jacopo), 2026 Cera microcristallina, bitume, gesso, 35 x 106 x 106 cm.  Ph Flavio Pescatori, courtesy gli artisti e Clima, Milano.

In un momento in cui gli spazi espositivi tendono spesso a privilegiare immagini immediate e installazioni spettacolari, la mostra di Clima sceglie invece un linguaggio più silenzioso e stratificato. Un’esperienza che richiede tempo, attenzione e attraversamento, dove lo spazio non è semplicemente il luogo che ospita le opere, ma diventa esso stesso opera viva, vulnerabile e in continua trasformazione.

Info utili per la visita


Luogo: Via Lazzaro Palazzi 3, Milano

Date: 01 aprile - 16 maggio, 2026

Orari: Martedì - Venerdì: 11:30 - 13:30 | 14:30 - 19:00

Sabato: 14:30 - 19:30

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