top of page
MAS-Logo.png

"Io è un altro": da Art Gallery Finestreria una mostra che riflette sull'identità frammentata del presente

Curata da Cecilia Severini, la mostra riunisce Giulia Apice, Nico Crisanti, Giuseppe Gallace e Arianna Pessina in una riflessione sulla figura umana, l'ambiguità e la continua trasformazione dell'identità contemporanea.


Installation view mostra Io è un altro. Ph Claudia Ponzi, courtesy Finestreria Art Gallery | Da sinistra: Disinfestazione - Giuseppe Gallace; Tenendo il nulla - Giuseppe Gallace; Child Pose - Giulia Apice.
Installation view mostra Io è un altro. Ph Claudia Ponzi, courtesy Finestreria Art Gallery | Da sinistra: Disinfestazione - Giuseppe Gallace; Tenendo il nulla - Giuseppe Gallace; Child Pose - Giulia Apice.

Che cosa significa oggi parlare di identità?


È questa la domanda che attraversa Io è un altro, la mostra curata da Cecilia Severini presso Art Gallery Finestreria, che riunisce le ricerche di Giulia Apice, Nico Crisanti, Giuseppe Gallace e Arianna Pessina.


Il titolo prende in prestito la celebre affermazione di Arthur Rimbaud: "Je est un autre" una frase che, ancora oggi, continua a interrogare il nostro modo di percepire il sé. L'identità non è qualcosa di stabile, ma una costruzione mutevole, continuamente modificata dalle relazioni, dal tempo, dalla memoria e dal contesto in cui viviamo.


È proprio questa ambiguità a diventare il punto d'incontro tra le quattro pratiche artistiche. Sebbene profondamente diverse per linguaggio e tecnica, condividono infatti una riflessione sul corpo umano come luogo di trasformazione, fragilità e continua ridefinizione.


Un'identità che non coincide mai con sé stessa


Più che raccontare quattro percorsi distinti, la mostra costruisce un unico discorso corale. Le figure che abitano le opere sembrano tutte sfuggire a una definizione definitiva. Sono corpi sospesi, instabili, attraversati da una continua oscillazione tra presenza e assenza, riconoscimento e dissoluzione.


L'ambiguità non riguarda soltanto la loro forma, ma soprattutto il modo in cui queste esistono nel mondo: il rapporto con lo spazio, con gli altri, con la memoria e con il paesaggio diventa infatti parte integrante della costruzione dell'identità. Il corpo, immagine primaria della rappresentazione artistica, diventa così il punto attraverso cui osservare le tensioni del presente.


Quattro ricerche, un'unica riflessione


Nelle opere di Giulia Apice l'identità appare come qualcosa che continuamente si forma e si disperde. L'artista lavora su lenzuola, utilizzando pennarelli successivamente dissolti dall'acqua. Il risultato sono immagini leggere, quasi fantasmatiche, in cui le figure sembrano emergere dal tessuto per poi scomparire nuovamente. Le colature, le trasparenze e la fragilità del supporto trasformano il corpo in una presenza instabile, sospesa tra memoria e sparizione.


Installation view mostra Io è un altro. Ph Claudia Ponzi, courtesy Finestreria Art Gallery | Sopra: Altrove - Giulia Apice | Sotto: Corpo a corpo (dittico)  - Giulia Apice.
Installation view mostra Io è un altro. Ph Claudia Ponzi, courtesy Finestreria Art Gallery | Sopra: Altrove - Giulia Apice | Sotto: Corpo a corpo (dittico) - Giulia Apice.

La pittura di Giuseppe Gallace affronta la stessa fragilità da una prospettiva diversa. Le sue tele sono immerse in una natura rigogliosa e silenziosa, dove la vegetazione sembra possedere una vitalità persino maggiore rispetto alla presenza umana. Le figure abitano questi paesaggi senza mai imporsi davvero: sono apparizioni discrete, lontane, attraversate da una malinconia che non cerca spiegazioni ma rimane sospesa tra armonia e inquietudine.


Installation view mostra Io è un altro. Ph Claudia Ponzi, courtesy Finestreria Art Gallery | Opera: Tenendo il nulla - Giuseppe Gallace.
Installation view mostra Io è un altro. Ph Claudia Ponzi, courtesy Finestreria Art Gallery | Opera: Tenendo il nulla - Giuseppe Gallace.

Anche nei lavori di Arianna Pessina la figura emerge lentamente dall'oscurità. Attraverso il carboncino e un sapiente utilizzo della luce, l'artista costruisce immagini che sembrano riaffiorare dalla memoria. Non sono presenze completamente visibili, ma tracce, ricordi che resistono al tempo e al buio. La luce non illumina mai davvero: accompagna piuttosto la lenta comparsa di qualcosa che potrebbe svanire da un momento all'altro.


Installation view mostra Io è un altro. Ph Claudia Ponzi, courtesy Finestreria Art Gallery | Sopra: Nostalgie celesti - Arianna Pessina | Sotto: Andromeda 1,2,3 - Arianna Pessina.
Installation view mostra Io è un altro. Ph Claudia Ponzi, courtesy Finestreria Art Gallery | Sopra: Nostalgie celesti - Arianna Pessina | Sotto: Andromeda 1,2,3 - Arianna Pessina.

Diversa è invece la prospettiva di Nico Crisanti, che concentra la propria ricerca sulla relazione tra individuo e collettività. Nei suoi dipinti corpi, volti e anatomie si intrecciano continuamente, fino a perdere confini netti. L'identità non è mai individuale, ma nasce dall'incontro, dal contatto e dalla trasformazione reciproca. Ogni figura esiste soltanto in rapporto alle altre, restituendo un'immagine profondamente contemporanea della condizione umana.


Installation view mostra Io è un altro. Ph Claudia Ponzi, courtesy Finestreria Art Gallery. Opera: All'alba - Nico Crisanti.
Installation view mostra Io è un altro. Ph Claudia Ponzi, courtesy Finestreria Art Gallery. Opera: All'alba - Nico Crisanti.

Il corpo come specchio del presente


Pur seguendo direzioni differenti, i quattro artisti condividono una stessa consapevolezza: il corpo non rappresenta soltanto un soggetto da raffigurare, ma diventa il luogo in cui si depositano memoria, esperienza, relazioni e trasformazioni.


Le figure di Io è un altro non offrono mai certezze. Al contrario, abitano costantemente una soglia, un territorio ambiguo dove identità e alterità finiscono per coincidere.


È proprio questa instabilità a rendere la mostra particolarmente attuale. In un'epoca caratterizzata da continue ridefinizioni individuali e collettive, le opere non cercano di restituire un'immagine unitaria dell'essere umano, ma ne accolgono la complessità, la vulnerabilità e le inevitabili contraddizioni.


Più che una mostra sulla figura, Io è un altro diventa così una riflessione sul nostro modo di stare nel mondo: un invito a riconoscere che ciascuno di noi si costruisce continuamente nel rapporto con gli altri, con il tempo e con lo spazio che abita. Un'identità mai definitiva, sempre in movimento, inevitabilmente plurale.


Informazioni utili

Location: Finestreria Art Gallery (Via Ascanio Sforza 69, 20141 Milano) Date: 23 giugno - 14 luglio, 2026

Orari di apertura: Martedì - sabato: 14:00 - 19:00 (o su appuntamento)

Commenti


Non puoi più commentare questo post. Contatta il proprietario del sito per avere più informazioni.
bottom of page