Milano tra immagini e materia: la mostra di Giovanna Silva racconta L’ultima estate in città
- Editorial Staff

- 13 mar
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 15 mar
Fotografia e ricerca materica si incontrano in un progetto espositivo che invita a rileggere il paesaggio urbano con occhi nuovi, tra stratificazioni architettoniche, percezioni visive e suggestioni contemporanee.

Milano è una città che si rivela lentamente. Basta cambiare punto di vista, soffermarsi su una facciata, su un incrocio di linee o su una superficie riflettente per accorgersi di quanto il paesaggio urbano sia fatto di sovrapposizioni, contrasti e memorie.
È da questa osservazione attenta che nasce L’ultima estate in città, la nuova personale di Giovanna Silva ospitata dall’11 marzo al 2 aprile 2026 alla Fondazione Officine Saffi. Un progetto che propone una lettura inedita della città attraverso immagini sospese tra riconoscibilità e astrazione, costruendo un percorso visivo capace di sorprendere anche chi Milano la attraversa ogni giorno.
Una nuova percezione dello spazio urbano
Le fotografie di Silva non si limitano a documentare l’architettura milanese: ne colgono i frammenti, le geometrie inattese, le relazioni tra edifici e superfici. Il risultato è una città che appare familiare ma allo stesso tempo distante, quasi mentale, dove i dettagli assumono un ruolo centrale nella costruzione dello sguardo.
Attraverso inquadrature precise e composizioni essenziali, l’artista restituisce un paesaggio urbano in continuo movimento, fatto di sovrapposizioni storiche e trasformazioni contemporanee. Milano diventa così un territorio da esplorare visivamente, più che da riconoscere.


Il dialogo tra fotografia e ceramica
Elemento distintivo della mostra è la collaborazione con Officine Saffi Lab, laboratorio dedicato alla sperimentazione sulla materia ceramica.
Per ogni fotografia è stata progettata una cornice realizzata artigianalmente, pensata non solo come supporto ma come parte integrante dell’opera. La presenza della ceramica introduce una dimensione tattile e plastica che modifica la percezione delle immagini, creando un ritmo espositivo in cui oggetto e fotografia si influenzano reciprocamente.
Questo confronto tra superficie fotografica e materia tridimensionale apre nuove possibilità di lettura dello spazio urbano, trasformando la mostra in un’esperienza visiva e sensoriale.
Milano come laboratorio architettonico
Nel contributo dedicato alla mostra, l’architetto Pier Paolo Tamburelli descrive Milano come una città costruita per accumulazione, dove edifici di epoche e linguaggi diversi convivono in un equilibrio spesso sorprendente.
Le fotografie di Silva intercettano proprio questa complessità: grattacieli e palazzi storici, decorazioni ottocentesche e superfici moderne entrano in relazione creando nuove narrazioni visive. La città appare come un organismo stratificato, in cui regolarità e irregolarità sono entrambe il risultato dell’intervento umano.

Un invito a guardare Milano con occhi diversi
L’ultima estate in città diventa così un’occasione per rallentare il passo e osservare ciò che spesso sfugge nella quotidianità. La mostra suggerisce che il paesaggio urbano non è mai definitivo, ma si costruisce continuamente attraverso sguardi, memorie e interpretazioni.
Alla Fondazione Officine Saffi, fotografia contemporanea e tradizione artigianale si incontrano per offrire un racconto della città aperto, dinamico e profondamente legato al presente.

Informazioni utili per la visita
Luogo: Fondazione Officine Saffi (Via Niccolini 35a, Milano)
Date: 11 marzo - 2 aprile 2026
Orari: Martedì - venerdì 10:30 - 13:00 / 14:30 - 18:30
Sabato 11:00 - 18:30
Biglietti: Ingresso gratuito




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