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Milano tra immagini e materia: la mostra di Giovanna Silva racconta L’ultima estate in città

Aggiornamento: 15 mar

Fotografia e ricerca materica si incontrano in un progetto espositivo che invita a rileggere il paesaggio urbano con occhi nuovi, tra stratificazioni architettoniche, percezioni visive e suggestioni contemporanee.


Una galleria d’arte ampia e ben illuminata, con pareti bianche e un soffitto con lucernario. Opere minimaliste incorniciate sono disposte in modo uniforme sulle pareti, creando un’atmosfera serena.
Giovanna Silva. L’ultima estate in città, installation view della mostra presso Fondazione Officine Saffi. Courtesy Fondazione Officine Saffi e l’artista; ph Alessandra Vinci

Milano è una città che si rivela lentamente. Basta cambiare punto di vista, soffermarsi su una facciata, su un incrocio di linee o su una superficie riflettente per accorgersi di quanto il paesaggio urbano sia fatto di sovrapposizioni, contrasti e memorie.


È da questa osservazione attenta che nasce L’ultima estate in città, la nuova personale di Giovanna Silva ospitata dall’11 marzo al 2 aprile 2026 alla Fondazione Officine Saffi. Un progetto che propone una lettura inedita della città attraverso immagini sospese tra riconoscibilità e astrazione, costruendo un percorso visivo capace di sorprendere anche chi Milano la attraversa ogni giorno.


Una nuova percezione dello spazio urbano


Le fotografie di Silva non si limitano a documentare l’architettura milanese: ne colgono i frammenti, le geometrie inattese, le relazioni tra edifici e superfici. Il risultato è una città che appare familiare ma allo stesso tempo distante, quasi mentale, dove i dettagli assumono un ruolo centrale nella costruzione dello sguardo.


Attraverso inquadrature precise e composizioni essenziali, l’artista restituisce un paesaggio urbano in continuo movimento, fatto di sovrapposizioni storiche e trasformazioni contemporanee. Milano diventa così un territorio da esplorare visivamente, più che da riconoscere.


 Una parete di galleria minimalista espone cinque fotografie incorniciate di architettura urbana su uno sfondo bianco pulito, sotto tubazioni industriali a soffitto.
Due foto incorniciate: a sinistra si vede un edificio verde con molte finestre in una cornice verde scuro. A destra è raffigurato un corridoio con colonne colorate in una cornice rosa pallido.
Giovanna Silva, Milano, 2025Courtesy Fondazione Officine Saffi e Giovanna Silva; ph Alessandra Vinci

Il dialogo tra fotografia e ceramica


Elemento distintivo della mostra è la collaborazione con Officine Saffi Lab, laboratorio dedicato alla sperimentazione sulla materia ceramica.


Per ogni fotografia è stata progettata una cornice realizzata artigianalmente, pensata non solo come supporto ma come parte integrante dell’opera. La presenza della ceramica introduce una dimensione tattile e plastica che modifica la percezione delle immagini, creando un ritmo espositivo in cui oggetto e fotografia si influenzano reciprocamente.


Questo confronto tra superficie fotografica e materia tridimensionale apre nuove possibilità di lettura dello spazio urbano, trasformando la mostra in un’esperienza visiva e sensoriale.


Milano come laboratorio architettonico


Nel contributo dedicato alla mostra, l’architetto Pier Paolo Tamburelli descrive Milano come una città costruita per accumulazione, dove edifici di epoche e linguaggi diversi convivono in un equilibrio spesso sorprendente.


Le fotografie di Silva intercettano proprio questa complessità: grattacieli e palazzi storici, decorazioni ottocentesche e superfici moderne entrano in relazione creando nuove narrazioni visive. La città appare come un organismo stratificato, in cui regolarità e irregolarità sono entrambe il risultato dell’intervento umano.


Foto incorniciate su una parete: a sinistra si vedono le curve in cemento di uno stadio; a destra è raffigurato un mix tra un edificio classico e un grattacielo moderno. Contrasto architettonico.
Giovanna Silva, Milano, 2025Courtesy Fondazione Officine Saffi e Giovanna Silva; ph Alessandra Vinci

Un invito a guardare Milano con occhi diversi


L’ultima estate in città diventa così un’occasione per rallentare il passo e osservare ciò che spesso sfugge nella quotidianità. La mostra suggerisce che il paesaggio urbano non è mai definitivo, ma si costruisce continuamente attraverso sguardi, memorie e interpretazioni.


Alla Fondazione Officine Saffi, fotografia contemporanea e tradizione artigianale si incontrano per offrire un racconto della città aperto, dinamico e profondamente legato al presente.


Un’opera con cornice rossa, che ricorda una scena della metropolitana, è appesa a una parete bianca della galleria. L’ambiente è minimalista e moderno, evocando un’atmosfera calma.
Giovanna Silva, Milano, 2025Courtesy Fondazione Officine Saffi e Giovanna Silva; ph Alessandra Vinci

Informazioni utili per la visita


Luogo: Fondazione Officine Saffi (Via Niccolini 35a, Milano)

Date: 11 marzo - 2 aprile 2026

Orari: Martedì - venerdì 10:30 - 13:00 / 14:30 - 18:30

Sabato 11:00 - 18:30

Biglietti: Ingresso gratuito

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